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villard6 - i luoghi del progetto : il quartiere Vallemiano


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(4)  il quartiere Vallemiano (Cristina M. Ferrara)

L'area del quartiere Vallemiano di Ancona si estende in direzione est-ovest (stazione - via della ferrovia) lungo quella che era l'area di sedime del torente Miano, interrato a causa dell'espansione urbana già dal primo dopoguerra.
L'attuale consistenza dell'area, molto accidentata e compressa, deriva principalmente dallo sviluppo anomalo rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici messi in atto fino ad oggi sull'area.
Già dal Piano Regolatore Generale di Astengo del 1963 ( previsione poi riconfermata nel Piano del 1973) infatti, per quest'area era prevista la realizzazione di una strada a scorrimento veloce che avrebbe collegato il centro urbano con la cosiddetta "terza ancona", cioè con i nuovi quartieri residenziali (Grazie, Tavernelle).
Le vicende urbane di quest'area, compressa tra il nodo viario di "testata" (stazione-lungomare) e quello di "coda" (asse nord-sud; galleria risorgimento) ma soprattutto la crescita urbana lungo l'asse nord-sud (nuovi quartieri Q1,Q2,Q3 ecc.) e il conseguente delinearsi di nuovi tracciati viari di attraversamento urbano sono infine risultate ben diverse dalle previsioni.
L'area dunque, "congelata" dalle indicazioni degli strumenti urbanistici si è di fatto sviluppata in modo caotico e vario. Dalla stazione ferroviaria (Piazza Italia), percorrendo Via de Gasperi e poi infilando via Vallemiano, scendendo giù sotto il cavalcavia di via della Ricostruzione, si trovano insediamenti di edilizia economica e popolare, piccoli magazzini, strutture sportive come il campo da calcio e la piscina ma anche la chiesa e alcuni negozi.
L'interesse dell'amministrazione è quello di sbloccare la situazione di attesa in cui di fatto Vallemiano è rimasta in questi anni e trovare uno spunto perseguibile per una zona di Ancona che all'oggi risulta strategica.
Le indicazioni per affrontare questo tema progettuale sono sostanzialmente due: la prima è quella di valutare un intervento di demolizione e ricostruzione delle strutture sviluppatesi su quest'area in modo spontaneo e aggregativo e pensare invece ad un sistema unitario che risolva la complessità delle funzioni ivi presenti; la seconda invece è quella di tentare delle ipotesi di riqualificazione dell'area che, del suo essere zona interstiziale e di cerniera tra la "prima" e la "seconda" ancona, pluriuso e dalla complessa articolazione altimetrica (più livelli di percorrenza) ne faccia il carattere principale.
Gli scenari possibili sono a questo punto diversi. Uno è quello che tende a limitare al minimo l'intervento, concentrandosi sui caratteri di paesaggio e attraversamento veloce dell'area. L'altro invece è quello che prevede di prendere atto dell'occupazione virtuale che ha finora esercitato sull'area l'"asse attrezzato" e di riversarla in una urbanizzazione altrettanto forte, capace di restutuire alla città una sua parte compiuta e funzionante. In entrambi casi il punto di partenza è la costruzione del tratto di strada che collega via Marchetti con l'area Nord-Sud.