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(2) il porto commerciale e l'area Z.I.P.A.
(Raffaela Coppari)
L'area di progetto si configura come uno spazio di
frontiera in cui stridenti si fanno le mancate connessioni tra le parti.
Qui si incrociano diversi confini amministrativi, portuale doganale
ferroviario industriale; qui si allunga l'ultima propaggine della città
storica e si affaccia quella contemporanea.
Immagini e situazioni contrastanti rendono il fascino e il carattere
complesso di questo spazio: la Mole Vanvitelliana e i serbatoi per lo
stoccaggio delle rinfuse, rimesse per le piccole imbarcazioni accanto ai
grandi volumi industriali, navi traghetto accanto ai pescherecci,
containers, binari ferroviari.
All'interno dell'area si possono individuare tre diversi ambiti: l'area
Mandracchio/Fiera, la zona industriale portuale [ZIPA] e l'area delle
Ferrovie dello Stato.
La prima riguarda sostanzialmente tutta l'area intorno alla Mole
Vanvitelliana, da Porta Pia fino ai granai sul molo sud. Attività molto
diverse tra loro si appropriano di questo stesso spazio: quella
culturale e legata al tempo libero (Mole), quella diportistica con i
relativi servizi, quella della pesca e del mercato ittico, quella delle
Fiera, senza considerare una parte cospicua di aree libere impegnate da
infrastrutture o utilizzate impropriamente come parcheggio.
La Zipa si sviluppa invece sulla enorme piattaforma nata nel secondo
dopoguerra in seguito al riempimento di uno specchio di mare di circa 60
ha. Di forma stretta e lunga, l'area è delimitata verso la città dallo
scalo ferroviario, mentre su tutti gli altri lati confina con il demanio
marittimo. E' collegata con la strada litoranea tramite una viabilità
principale sulla quale si attesta un sistema distributivo a pettine. In
corrispondenza del fosso Conocchio, si innesta un secondo sistema
viario, perpendicolare al primo: si tratta dell'ultimo tratto
sopraelevato dell'asse attrezzato, mai completato, che sarebbe dovuto
diventare il collegamento veloce tra il porto e il casello autostradale
Ancona Sud. Oggi si configura come un forte elemento di disturbo per l'
adiacente quartiere residenziale degli Archi, dove l'asse si ricollega
con via Marconi e la statale adriatica. Infine, incuneata tra la
terraferma e la Zipa, si trova l'area ferroviaria, con la stazione
passeggeri, gli uffici amministrativi, e una notevole porzione occupata
dal fascio di binari adibito allo scalo merci e alla manutenzione dei
mezzi. Si prevede una futura rifunzionalizzazione della stazione, che
diventerà una fermata urbana della metropolitana di superficie (mentre
la stazione centrale dovrebbe spostarsi a Passo Varano) e la conseguente
dismissione di parte dei binari in prossimità del Mandracchio.
Il Piano per lo Sviluppo del Porto costituisce il
riferimento normativo e un supporto importante per la conoscenza dei
diversi scenari previsti per l'area. Sulla base di questo, si offrono
varie possibilità di lettura e diversi livelli di progettazione:
1 - riconsiderare le connessioni tra il porto e le grandi infrastrutture
esterne, per evitare che la crescita delle attività portuali continui ad
avere ricadute ambientali negative sulla città stessa, in termini di
traffico e di inquinamento atmosferico e acustico; in questo senso è
importante tenere presente il caso Torrette e la recente proposta di una
Uscita Ovest per il collegamento veloce Porto-Autostrada
2 - chiarire il sistema di connessioni tra i diversi ambiti e con la
città stessa
3 - restituire una identità e una qualità urbana all'area del
Mandracchio / Fiera, in quanto ultima propaggine dell'arco portuale
storico e trait d'union importante con la cosiddetta Seconda Ancona
4 - immaginare nuovi scenari di sviluppo per l'area FFSS attualmente
occupata dal fascio di binari di futura dismissione (per esempio un
parco urbano)
5 - un territorio 'plurale', dove coesistono paesaggi e situazioni
diverse e dove l'architettura in senso lato può generare cambi di scala,
relazioni tra spazi diversi e distanti
6 - interpretare il carattere 'mobile' dello spazio portuale, dove si
alternano attività diverse nei vari momenti della giornata, e dove di
conseguenza lo spazio aperto sembra essere più importante a volte del
volume edilizio. |