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(1) il porto storico
(Silvia Lupini)
L'
arco portuale storico di Ancona si estende per circa 800 m dal molo nord
al molo XXIV settembre. L'arco portuale è nucleo e identità della città,
o dovrebbe esserlo. Lo spessore dello spazio porto-città mette in
evidenza il conflitto tra il corpo urbano delle case, degli edifici,
delle istituzioni, e il territorio delle macchine, dei capannoni, di
profondi vuoti, degli stabilimenti Purtroppo l' immagine storica della
città-porto si è persa dopo i bombardamenti delle due guerre e non è
stata più recuperata.
Di quella sua immagine Ancona conserva alcune testimonianze come l' arco
di Traiano, e l'arco Clementino, le antiche mura di cinta la casa del
capitano, la porta napoleoni. Come spesso avviene le scelte progettuali
nel corso dei decenni sono state guidate da esigenze di carattere
funzionale, legate all' attività del porto, tanto che presenze storiche
monumentali e dello stesso tessuto urbano sono state tenute poco in
considerazione e oggi il confine porto-città diventa un limite per molti
invalicabile.
Immediatamente si percepisce l'inospitalità delle banchine, e l'
assoluta assenza di contatti con la città che si affaccia sul porto, ma
non si spinge oltre. Il nucleo antico che orbitava intorno all' arco
portuale si è trasferito, i percorsi non fluiscono più verso il mare, ma
sono deviati o ostacolati, la grana urbana è confusa, mista, fatta di
edifici privi di qualità accanto ad edifici di notevole valore e pregio.
Un fatto positivo è che la promozione della riqualificazione del fronte
del porto abbia spesso coinvolto comune ed autorità portuale insieme,
università e Soprintendenze, segno dell' intenzione di recuperare
quell'identità fatta di un equilibrio tra compressione e dilatazione
tipica delle aree a ridosso delle banchine.
Più volte le varie amministrazioni hanno cercato di raccogliere idee
progettuali attraverso varie iniziative, invitando i partecipanti a
riflettere in particolare su questioni come:
1 - L' integrazione tra la città dei palazzi delle strade dei monumenti
e l' arco portuale. Una riflessione sui possibili modi di intersezione
tra città e porto, le risalite dalle banchine alla città, il waterfront
della città sul porto.
2 - Lo "spessore" dello spazio di confine ( le relazioni, le mediazioni,
gli attraversamenti)
3 - La coesistenza di due "materie costruttive", diverse in dimensioni,
durata, e qualità ( quelle urbane, solide, perenni e di medie
dimensioni; e quelle della fabbrica portuale, effimere, labili, e di
grandi dimensioni)
4 - Gli elementi storico monumentali inghiottiti nella macchina portuale
5 - Il lavoro progettuale sulla "frammentarietà", con attenzione alla
specificità e alle relazioni piuttosto che ad un' ipotesi unitaria di
intervento.
A questo proposito possono essere citati i tre
progetti redatti da Francesco Venezia, che propone un nuovo sistema di
edifici-piazze riflettendo sull' accessibilità e la ri-localizzazione di
alcune funzioni; Massimo Carmassi che invece propone in un disegno
unitario la demolizione di alcuni edifici e la costruzione di un grande
parcheggio; e Giancarlo de Carlo attento ai punti delicati dell' area,
messi a sistema in un percorso continuo lungo tutto l'arco portuale,
arricchito di punti di sosta, vedute interessanti, minute attività di
scambio. I tre progetti, redatti in occasione di un concorso a inviti,
rappresentano comunque bene la volontà di integrarsi al Piano
Particolareggiato dell'area portuale, chiaramente orientato a
ristabilire un miglior rapporto tra città e porto storico attraverso una
sequenza di azioni progettuali urbanistiche ed edilizie. |