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ILARIA
NICOLORO
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sauro moglie
direttore area urbanistica e ambiente comune di
ancona
La scelta delle aree del seminario Villard porta a una
rilettura, o meglio ad un’osservazione della città di Ancona come
esempio di città diffusa nell’ambito del contesto adriatico.
La selezione delle aree ha costituito una occasione di riflessione sulla
attività di pianificazione fin qui svolta e su come approcci progettuali
al territorio possano offrire opportunità, stimoli e generare, “qualità
urbana”.
La riqualificazione e la rivitalizzazione delle città puntano
all’incremento di spazi pubblici, all’efficienza dei sistemi di
trasporto, all’equilibrio tra innovazione e rispetto dell’ambiente, alla
valorizzazione di specificità locali, con l’obiettivo di aumentare la
competitività territoriale. In questo scenario si inserisce la sesta
edizione del seminario villard da titolo “Ancona 2005.
Scenari per un futuro urbano”, che intende approfondire con quali
modalità Ancona, citta-porto, generatrice di flussi transnazionali di
uomini, merci e idee, modifica il proprio spazio urbano e si adegua ad
un modello sociale sempre più mobile e attento alle opportunità di
comunicazione, di scambio e di confronto.
A questo tipo di società che allarga nel territorio i suoi movimenti
quotidiani e ciclici, si deve rispondere ridefinendo il ruolo della
città, attraverso l’identificazione delle potenzialità in termini di
risorse, attrattività, sviluppo di attività economiche in ogni settore,
con particolare attenzione a commercio, tempo libero ed edilizia
residenziale. Le aree per il workshop di architettura sono una selezione
significativa di luoghi sensibili, di questioni urbane irrisolte
all’interno della città di recente formazione, venuta a costituirsi per
frammenti autorganizzati.
Il Piano urbanistico di Ancona, appartenente alla terza generazione,
costituisce uno strumento innovativo in tal senso, in quanto ha
introdotto il tema della riqualificazione urbana, affrontando la qualità
formale degli interventi di trasformazione nelle “Aree Progetto”,
localizzate in particolar modo all’interno della prima periferia
cittadina dove l’urbanistica si misura con le scale del progetto di
architettura.
Le 8 aree selezionate estremamente differenti per
dimensioni, complessità, livello di conoscenza sono le seguenti:
1 - waterfront porto storico
2 - ZIPA Porto (area ferroviaria, ZIPA, Fiera, Mandracchio)
3 - area ex ospedale Umberto I
4 - area Vallemiano
5 - area Piazza d’Armi, centro commerciale
6 - area sportiva Varano
7 - area Baraccola ovest
8 - frazione Montesicuro
L’arco portuale, dal porto storico alla ZIPA, ha da
sempre rappresentato un’area di grande concentrazione di segni, di usi e
connessioni materiali, un paesaggio casuale ma di notevole impatto sulla
città, con la quale cerca relazioni e integrazioni funzionali e visive.
La nuova città diffusa della Baraccola e di Varano, ha una dimensione
geografica in cui perdono di significato le tradizionali gerarchie e
regole insediative, e dove la domanda di progettualità consiste nel
tentativo di delineare nuovi significati spaziali.
Del resto una delle caratteristiche del paesaggio contemporaneo è
proprio la multicentralità, dove il centro tradizionalmente inteso non
costituisce più il luogo della produzione e dell’innovazione.
Per questo è stata inserita la frazione di Montesicuro, un piccolo
centro storico a pochi chilometri da Ancona, comune fino agli anni’30,
dove è possibile creare armonia tra urbanizzazione e campagna, coniugare
città e ambiente.
Il quartiere Vallemiano, nella sua struttura consolidata, costituisce da
tempo una delicata questione urbana incompiuta a causa della previsione
dell’infrastruttura viaria che doveva collegare il porto con la grande
viabilità e la conseguente ricerca delle fragili relazioni tra campagna
urbana, tessuto consolidato e infrastruttura territoriale.
Le due aree dell’ex ospedale Umberto I e di Piazza d’Armi, rappresentano
due importanti centralità all’interno della prima e seconda Ancona, che
possono fornire nuovi usi coinvolgendo tutto il tessuto relazionale.
La città di Ancona quindi durante il seminario Villard costituirà un
osservatorio privilegiato e un luogo denso di significati , dove gli
studenti di provenienza geografica e culturale diversa, avranno la
possibilità, attraverso la progettazione, di reinterpretare il suo
territorio e di elaborare nuove visioni per il suo futuro urbano. |